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Politico o cristiano?

Venerdì 14 dicembre, presso i locali della Pastorale Universitaria si è tenuto un workshop ad indirizzo politico dal titolo: “LA VOCAZIONE DEL CRISTIANO IN POLITICA. POLITICO O CRISTIANO?”

All’apertura dell’incontro, i membri del circolo Giorgio La Pira hanno proposto un test agli studenti per comprendere quanto si intendessero di politica: una decina di domande sulle istituzioni, i partiti, leggi in discussione e temi politici attuali, per fare il punto sull’attenzione che ciascuno presta alla vita politica del paese. Questo incipit ci conduce ad una riflessione: politica come professione, esercizio di potere o vocazione?  Si è passati così alla risoluzione di casi a carattere economico, politico e giuridico in cui era richiesta l’identificazione con un magistrato, un finanziere e un deputato. Nel tentativo del problem solving, è emersa l’importanza del ruolo della coscienza. A seguire, gli amici del Circolo, hanno presentato un percorso storico, antropologico ed economico, per mettere a fuoco il ruolo della persona che si investe nella “cosa pubblica”.

Secondo Aristotele, si diventa politici per vocazione, non per carriera. Sulla base di questo pensiero, i membri del circolo hanno presentato la vita di Giorgio La Pira, esempio di politico cristiano. A seguito della conversione avvenuta in una notte di Pasqua, la vita di La Pira diventa una continua risposta alla chiamata di Dio: si occuperà della Persona umana attraverso l’impegno politico. L’uomo è per lui il punto di incontro tra Dio e la Terra. La sua politica si focalizza sul dare lavoro, casa, chiesa, ospedale, affinché la Persona possa esprimersi in tutto il suo valore. La sua dedizione al bene comune è accompagnata da molte ore di studio e preghiera  quotidiana.

A conclusione dell’incontro, è opportuno chiedersi: “Dove sono oggi?”; “Come mi sto preparando per servire l’uomo?”. Ciascuno può iniziare a fare politica attraverso il proprio impegno universitario, acquisendo competenze per compiere il bene. Il colpo di remi di ciascuno, nel fiume della storia, può fare la differenza.