L'esperienza di questi anni, ci ha fatto cogliere che il giovane studente che ha intrapreso un cammino di fede, si pone naturalmente una domanda: “Come posso portare questa fede nella mia vita, nello studio, nelle questioni scientifiche e culturali, nella mia futura professione?”.


Come già scriveva Severino Dianich in un testo di riferimento distribuito durante un incontro della Consulta Nazionale di PU, si tratta di aiutare gli studenti a “sviluppare una spiritualità integrata e non schizofrenica, nella quale l’essere credente sia vitalmente collegato con tutto ciò che si è e si fa in tutti gli ambiti della vita, nella professione che si pratica e nella società in cui si vive” (SEVERINO DIANICH, Il mestiere dello studente e la vocazione cristiana, Bologna, EDB, 2010, p. 32.).
Nostro primo obiettivo è quindi quello di formare il giovane studente ad acquisire quei criteri filosofici, antropologici, dottrinali che dotino la sua coscienza di quella capacità di giudizio e discernimento che è indispensabile per un approccio esistenziale cristiano alle materie studiate e alla deontologia professionale.
I percorsi formativi che appartengono a quest'area si pongono quindi l'obiettivo di "mettere insieme" l'intima vita di fede e di preghiera e le scelte di vita che intersecano il vissuto accademico e lavorativo, imparando ad essere laici inseriti nel mondo quale lievito evangelico.

Cristiano nella vita di tutti i giorni?

E'possibile!