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Il “vento” del Sinodo – il saluto di Bassetti

di Francesco Sorrenti

 

“Approfittiamo del vento del Sinodo per sfidare le tempeste della vita”. E’ questo l’invito che il cardinale Gualtiero Bassetti ha rivolto ai giovani della Pastorale prima della Celebrazione Liturgica presieduta dal Santo Padre in occasione delle Chiusura del Sinodo dei Vescovi.

Un saluto paterno e caloroso quello del cardinale che, sebbene inizialmente rammaricato dal numero non molto consistente di giovani presenti a causa dell’allerta meteo, non ha mancato di esprimere che “la gioia più grande di stamane è vedervi qui, non importa il numero, ma che siate qui con questa grinta”.

La “grinta”, in effetti, può considerarsi la chiave di lettura di tutto il suo intervento. E’ essa che, nelle intenzioni del Vescovo, deve spingere i giovani stessi ad aiutarlo a rinnovare, risvegliare e dare linfa nuova ad una gioventù che nella diocesi appare troppo sonnolenta. 

Un invito, insomma a lasciarsi guidare dallo Spirito perché, rinvigoriti dal vento del Sinodo, si possa esser pronti ad affrontare non solo le proprie tempeste, ma anche ad esser sostegno e luce per quelle degli altri giovani. E’ ad essi, infine, che è rivolto l’ultimo pensiero del Cardinale: “Pregate per tutti i giovani e per quelli che hanno difficoltà nella nostra diocesi”.

Un gesto che ha colpito gli stessi giovani, ed ha commosso anche altri fedeli presenti: ha stupito il fatto che Cardinale,  Presidente della CEI,  abbia voluto con semplicità, affetto paterno e la “grinta” che da sempre lo contraddistingue, avvicinarsi ai propri figli, stare fisicamente in mezzo a loro, ritagliare un tempo da vivere esclusivamente con loro nonostante l’impegno e l’importanza della Celebrazione che da lì a poco sarebbe iniziata. 

Un momento molto toccante in cui l’avvicinarsi paterno, dolce e al contempo forte del Cardinale ai giovani lì presenti è apparso quasi immagine personificata della Chiesa che attraverso il Sinodo si fa vicina, piccola, umile andando  incontro ai giovani per incontrarli, chiamarli e con essi camminare, in perfetta sintonia con il tema stesso del Sinodo.

Un momento quasi familiare che ha assunto i connotati di un mandato che la Chiesa, in particolare la Chiesa di Perugia, rivolge a se stessa ed ai propri figli in primis, per portare a maturazione i frutti che il Sinodo ha fatto sviluppare.