settimana comunitaria

Una settimana vissuta insieme

E’ iniziato l’anno accademico con le sue attività e gli incontri organizzati dalla Pastorale Universitaria. Ci è sembrato importante rimettere al centro l’essenziale proponendo di vivere una settimana di vita comunitaria per riscoprire come i rapporti tra di noi non si fondano sull’affinità, ma nello Spirito di Dio che agisce “in tutti, per mezzo di tutti”. Ognuno ha continuato a svolgere le proprie quotidiane attività (lezioni, studio, servizi, lavoro, sport…), traslocando all’Abbazia di Montemorcino, iniziando e terminando la giornata insieme con la preghiera, incontrandosi, condividendo, divertendosi insieme lungo la giornata. Ecco il racconto dell’esperienza di uno dei giovani:

Il tema principale che ha guidato questi giorni era “la santità”, prendendo come modello di riferimento la “Gaudete et exultate”, l’esortazione apostolica sulla chiamata alla santità scritta da papa Francesco.

Santità e gioia: ecco le due parole che hanno mosso qualcosa dentro di noi e che ci hanno messo in cammino verso questa nuova esperienza.

Dalla riflessione sulla “Gaudete et exultate”, dalla visione del film di don Pino Puglisi e dall’ascolto della toccante testimonianza di Lia Trancanelli, la moglie del venerabile Vittorio Trancanelli, abbiamo scoperto una santità del tutto diversa da quella che molte persone hanno in mente: una santità non basata su chissà quali esperienze mistiche, non basata su eventi miracolosi o su dei carismi ascetici, ma basata su una fede reale, concreta, vissuta nella quotidianità e nella, a volte, noiosa ordinarietà. Abbiamo scoperto ed apprezzato dei santi “della porta accanto”, come scrive papa Francesco, cioè delle persone proprio come noi, con i nostri difetti e le nostre debolezze, che non sono fuggiti dalla propria vita e dalla loro storia per vivere una fede astratta, ma che, rimanendo con i piedi per terra, hanno alzato lo sguardo al cielo e si sono lasciati attrarre dallo sguardo di Gesù.

Mi ha colpito molto l’espressione, oserei dire “familiare”, che ha usato Lia Trancanelli, riferendosi al miracolo necessario alla santificazione del marito: “Se vi serve un miracolo, chiedetelo!”, sottolineando in maniera molto semplice quel concetto complesso della Chiesa, ossia la “comunione dei santi”, che in realtà non è altro che una relazione autentica e concreta tra noi e loro. 

La settimana comunitaria è stato per noi un’occasione per vivere dei giorni di “straordinaria ordinarietà”: vivere la quotidianità in costante comunione con gli altri e con Dio, nel cammino verso la santità cui ognuno di noi è chiamato insieme agli altri, perché “Nessuno si salva da solo, come individuo isolato, ma Dio ci attrae tenendo conto della complessa trama di relazioni interpersonali che si stabiliscono nella comunità umana”. (papa Francesco, “Gaudete et exultate”).